
Basta osservare il pontile di un piccolo borgo lariano per capire che il Lago di Como parla anche attraverso le sue barche. Scafi in legno, linee eleganti, colori che raccontano epoche diverse: ogni imbarcazione tradizionale ha una storia e un mestiere. Ma non sono tutte uguali e conoscerne le differenze significa capire un pezzo di identità del lago.
La Lucia: la regina del lago
Snella, allungata, con la prua sottile che sembra tagliare l’acqua senza sforzo: la Lucia è probabilmente la barca più iconica di Como. Nata come imbarcazione da trasporto leggero, oggi è protagonista di gite romantiche e cerimonie, spesso a remi o con un piccolo motore silenzioso.

La Comballe: la barca da lavoro

Più robusta e larga, la Comballe è nata per un compito ben diverso: trasportare merci, pietra, legname e persino il bestiame tra le sponde. Il fondo piatto la rendeva stabile anche con carichi pesanti, e ancora oggi viene usata in alcune manifestazioni storiche e regate remiere.

Il Gozzo Lariano: versatilità e carattere
Il Gozzo unisce solidità e agilità: scafo panciuto, bordi alti, pensato per resistere al moto ondoso improvviso del lago. È stata per decenni la barca dei pescatori, ma il suo fascino rustico l’ha resa oggi molto amata anche tra i collezionisti.

Le barche a motore d’epoca: Riva e dintorni
Con il Novecento arriva l’eleganza a motore: mogano lucido, cromature scintillanti, il ronzio inconfondibile dei motori Riva. Nate per il tempo libero dell’alta società, queste barche hanno trasformato il lago in un salotto d’acqua, tra sci nautico, feste estive e passeggiate al tramonto.

Perché le differenze contano ancora oggi
Ogni imbarcazione racconta una funzione, un’epoca, un modo di vivere il lago: chi lavorava, chi pescava, chi si godeva il tempo libero. Riconoscerle significa leggere il Lago di Como con occhi diversi, più attenti, quasi da conoscitore.
