La scelta del legno nella costruzione navale tradizionale non è mai stata casuale. Ogni essenza possiede caratteristiche diverse di resistenza, elasticità, peso e durabilità, che la rendono più adatta a specifiche parti dell’imbarcazione.

Sul Lago di Como, i maestri d’ascia impararono nel tempo a conoscere e sfruttare queste proprietà, scegliendo i materiali anche in funzione del tipo di barca e delle sollecitazioni che avrebbe dovuto affrontare.

Rovere: robustezza per la struttura
Il rovere è uno dei legni tradizionalmente più apprezzati nella carpenteria navale grazie alla sua durezza, resistenza e durabilità.
Queste caratteristiche lo rendono particolarmente indicato per elementi strutturali sottoposti a forti sollecitazioni, come chiglia e ordinate, che costituiscono una sorta di scheletro dell’imbarcazione.

Larice: resistente e versatile
Il larice unisce una buona resistenza all’umidità a caratteristiche che ne consentono l’impiego in diverse lavorazioni.
Nella tradizione nautica alpina e lacustre è stato utilizzato anche per il fasciame, cioè l’insieme delle tavole che rivestono esternamente la struttura dello scafo.

Mogano: funzionalità ed eleganza
Il mogano è particolarmente associato alle imbarcazioni da diporto e alla nautica classica. Oltre alle qualità meccaniche, è apprezzato per il colore e la caratteristica venatura, capaci di creare superfici di grande valore estetico.
Per questo può essere impiegato nelle parti a vista, nelle coperte e nelle finiture, soprattutto quando l’aspetto dell’imbarcazione assume particolare importanza.

Abete: leggerezza e facilità di lavorazione
Più leggero e facilmente lavorabile, l’abete può essere utilizzato per componenti che non richiedono la stessa resistenza di elementi strutturali come la chiglia.
La sua minore durabilità naturale in condizioni di forte umidità rende però particolarmente importante una corretta protezione e manutenzione del legno.

Non solo legno: canapa e calafataggio
Nella costruzione tradizionale erano importanti anche altri materiali naturali. Fibre come la canapa venivano utilizzate nel calafataggio per contribuire a sigillare gli spazi tra le tavole del fasciame e garantire la tenuta dello scafo.
Si tratta di una lavorazione fondamentale nella costruzione e nel restauro delle imbarcazioni tradizionali.
Una conoscenza ancora preziosa
Conoscere le proprietà delle diverse essenze rimane essenziale anche nel restauro delle barche storiche.
Quando possibile, individuare il materiale originario e scegliere un legno compatibile permette di rispettare struttura, comportamento e caratteristiche dell’imbarcazione.
La conoscenza dei materiali diventa così parte di quel patrimonio artigianale che i maestri d’ascia continuano a custodire e tramandare.
