Il calafataggio è una delle tecniche più caratteristiche della costruzione e del restauro delle barche in legno. Il suo obiettivo è semplice ma essenziale: sigillare le giunzioni tra le tavole dello scafo per limitare le infiltrazioni e garantire la tenuta dell’imbarcazione in acqua.
Sul Lago di Como, questa lavorazione ha accompagnato per generazioni la manutenzione delle barche utilizzate per la pesca, il trasporto e le attività quotidiane.

Perché uno scafo in legno deve essere calafatato?
Lo scafo di una barca tradizionale è formato da diverse tavole, chiamate tavole del fasciame, disposte e fissate alla struttura dell’imbarcazione. Tra una tavola e l’altra rimangono delle giunzioni che devono essere adeguatamente sigillate. Inoltre il legno è un materiale naturale e reagisce alle condizioni ambientali, modificando leggermente le proprie dimensioni in relazione all’umidità.
Il calafataggio permette quindi di mantenere la tenuta dello scafo, evitando che l’acqua penetri facilmente attraverso le giunzioni.

Come viene eseguito il calafataggio
Tradizionalmente il procedimento prevede l’inserimento di materiale fibroso all’interno delle commessure tra le tavole.
A seconda delle tecniche e delle imbarcazioni possono essere utilizzate fibre come canapa o cotone, che vengono inserite e compresse utilizzando appositi ferri da calafataggio. La quantità di materiale e la pressione esercitata sono importanti: il lavoro deve sigillare correttamente la giunzione senza danneggiare o deformare il fasciame.

La fase di sigillatura
Dopo aver riempito le commessure, la lavorazione può essere completata utilizzando prodotti di sigillatura compatibili con la tecnica costruttiva e con lo scafo.
Storicamente venivano impiegati materiali tradizionali come la pece; nel restauro contemporaneo la scelta deve essere valutata in funzione dell’imbarcazione e dei materiali originali.

Perché è così importante?
Un calafataggio eseguito correttamente contribuisce a:
- limitare le infiltrazioni d’acqua;
- mantenere la corretta tenuta dello scafo;
- proteggere le parti interne dall’umidità eccessiva;
- contribuire alla conservazione dell’imbarcazione nel tempo.
Quando invece le giunzioni iniziano a deteriorarsi, possono comparire infiltrazioni che richiedono un intervento di manutenzione.
Un lavoro che richiede esperienza
Il calafataggio può sembrare un’operazione semplice, ma richiede precisione, sensibilità ed esperienza. Ogni parte dello scafo deve essere valutata individualmente e un intervento scorretto può compromettere il fasciame anziché proteggerlo.
Per questo la tecnica è strettamente legata alla figura del maestro d’ascia e al sapere tramandato dalla carpenteria navale tradizionale.
Ancora oggi il calafataggio continua a essere utilizzato nel restauro delle imbarcazioni storiche, permettendo di recuperare la funzionalità dello scafo rispettando, quando possibile, tecniche e caratteristiche della costruzione originale.